Inizialmente è stata la riabilitazione ad utilizzare lo sport per i disabili fisici e sensoriali. Infatti negli anni '40, dopo la guerra, molti reduci erano ritornati con menomazioni più o meno gravi e in Inghilterra fu Ludwing Godmann che, dopo essersi reso conto dell'importanza della pratica sportiva per la riabilitazione dei paraplegici e tetraplegici, iniziò a promuovere il basket in carrozzina organizzando le prime gare.
La vera e propria Attività Fisica Adattata, così com'è intesa oggi, ha avuto origine in Canada ad opera del Prof Clermond Simard, per rispondere alle reali esigenze della popolazione anziana del Québec.
Successivamente, intorno al 1975, fu "importata" in Europa dal Prof. Jean Claude De Potter per le esigenze delle persone con handicap; egli fu l'animatore di una serie di iniziative che portarono questa attività all'attenzione degli organismi europei: Unesco, ministri europei responsabili dello sport e il Consiglio d'Europa che delegò un apposito gruppo di studio per studiare la questione. Questo gruppo di studio elaborò la “Carta europea dello sport per i disabili.
Il termine APA fu introdotto nel 1973, anno della fondazione della Federazione Internazionale Attività Fisica Adattata (IFAPA) da parte dei collegi belgi e canadesi. L’IFAPA ha organizzato la sua prima assemblea internazionale nel 1977 nel Quebec e la seconda nel 1979 a Bruxelles.
Il primo tentativo a livello internazionale di definire l’APA risale al 9° Simposio Internazionale di Berlino nel 1989 (il più grande simposio nella storia dell’IFAPA) in occasione del quale la Prof.ssa Gudrun Doll-Tepper e colleghi definirono l’APA secondo una prospettiva multinazionale: “Adapted Physical Activity” comprende ogni movimento, ogni attività fisica, ogni sport che può essere praticato da individui limitati nelle loro capacità da deficit fisici, psicologici, mentali o da alterazioni di alcune grandi funzioni".
Il principio portante è quello di “ basarsi su ciò che l’individuo può fare e sulle sue potenzialità e capacità residue e non su ciò che dovrebbe fare per eseguire movimenti tecnici specifici ed applicare in modo rigido norme e regolamenti sportivi.
Dal 1996/97, in seguito allo sviluppo di progetti europei come Helios I, II e Horizon, le direttive di Bruxelles si riferiscono a “persone aventi bisogni educativi speciali” o come si dice oggi a persone diversamente abili (solo l’Italia usa la terminologia persone diversamente abili).
Lo sviluppo del settore e il continuo aggiornamento della sua definizione chiariscono che l'APA non riguarda esclusivamente la popolazione che storicamente è stata etichettata come "disabile" o "speciale". Oggi l'attenzione è rivolta alle "differenze individuali e alle interazioni ambientali che si manifestano come sfide a livello fisico, mentale, sociale o emotivo e che influenzano il raggiungimento di uno stile di vita attivo e l'integrazione sociale.". (K. De Pauw. 2000). Bianco A., 2004





