Nel tempo si sono susseguite numerose definizioni. La prima è la seguente :
“Uno stato di completo benessere fisico, psichico, sociale e non solo l’assenza di malattie” (OMS, 1948).
Nello stesso anno la Costituzione Italiana ha stabilito che “la salute viene considerata un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della società » (Costituzione Italiana, 1948).
Ora vediamo come, a partire dal 1978, si ritrovi questo concetto di salute come diritto nei diversi documenti redatti dall’OMS in occasione di molte Conferenze internazionali, come si é evoluto e la sua evoluzione in relazione all’attività fisica.
Ad Alma Ata, nella International Conference on Primary Health Care, la salute viene definita “…un diritto umano fondamentale…un risultato sociale…da realizzare attraverso la collaborazione dei diversi settori economici, sociali e sanitari” (1978).
Ad Ottawa, al termine della Prima Conferenza Internazionale, viene emanata la “Charter for Health Promotion” che definisce la “salute come …una risorsa per la vita quotidiana” e, per la prima volta in un documento ufficiale dell’OMS sulla salute, si parla di “capacità fisiche”; vengono individuati cinque mezzi d’azione e tra di essi “sviluppare le abilità personali per la vita quotidiana…e per far fronte alle lesioni e alle malattie croniche” (OMS, 1096).
Si può parlare di un primo riferimento “salute/APA.
Ad Adelaide, 1988, nelle “Adelaide Recommendations on Healthy Public Policy”, vengono previsti otto campi d’azione, ma nessuno riguarda l’importanza del movimento (1988).
A Sundsvall, nel 1991, troviamo lo “Statement on Supportive Environments for Health, ma nulla ancora a proposito dell’importanza dell’attività fisica per ottenere un buon stato di salute.
Dopo 50 anni dalla prima definizione dell’OMS a Jakarta, i “New Players for a New Era: Leading Health Promotion into the 21st Century” (1997) e in Health21: La santé pour tous dans le 21° siècle (1998) vengono stabiliti principi e attività fondamentali anche per l’APA:
“…è un diritto fondamentale avere il livello massimo realizzabile di salute, condizione preliminare per il benessere e la qualità di vita”. Vengono individuati 21 obiettivi, tra i quali tre importanti relativi all’attività fisica, il 5°, il 9° e l'11°.
5° “Le politiche della salute dovrebbero preparare le persone per un invecchiamento sano…essere sistematicamente pianificate lungo il corso della vita. Le opportunità sociali, educative e occupazionali, e l’attività fisica, aumentano la salute degli anziani…per conservare sani vista, udito e la mobilità prima che loro situazioni problematiche comportino la perdita di autonomia e di autosufficienza”.
9° “…la mancanza di attività fisica” viene vista come fattore determinante tra i maggiori responsabili di molti problemi di salute”.
11° “...andare in bicicletta, camminare, utilizzare i mezzi pubblici di trasporto, anziché l’automobile, tutto ciò migliora la salute attraverso l’aumento dell’attività fisica e il contatto sociale”.
L’importanza dell’attività fisica in relazione all’invecchiamento in buona salute, viene poi confermata e riconosciuta dall’OMS al 4° Congresso Internazionale sull’Attività Fisica, l’Invecchiamento e lo Sport, tenutosi a Heidelberg, Germania nel 1996. E’ stato stabilito un principio generale:
“Un’attività fisica regolare è utile agli individui durante tutto l’arco della vita” e sono state sviluppate 21 linee-guida per un target di persone di 50 anni d’età ed oltre.
Alla questione: “Chi dovrebbe essere fisicamente attivo?” la risposta è: tutti, a tutte le età, comprese le persone con limitazioni fisiche, individui e gruppi con necessità e programmi specifici in funzione della posizione di ogni individuo lungo la scala Salute-Fitness.
Qui di seguito l'elenco di appuntamenti, deliberazioni e documenti importanti sulla salute emersi da del WHO (World Health Organization) da ricordare (www.trentinosalute.net):
- Dichiarazione di Alma-Ata (1978)
- Carta di Ottawa per la promozione della salute (1986)
- Dichiarazione di Vienna sulla professione infermieristica (1988)
- Carta contro il tabacco (1988)
- Le Raccomandazioni di Adelaide sulla politica pubblica per la salute (1988)
- Carta europea sull'ambiente e la salute (1989)
- Dichiarazione di Milano sulle Città Sane (1990)
- La Dichiarazione di Sundsvall sugli ambienti favorevoli alla salute (1991)
- Dichiarazione di Vienna sugli investimenti nella salute delle donne nei Paesi
dell'Europa Centrale e orientale (1994)
- Dichiarazione di Helsinki sull'Azione nei confronti dell'Ambiente e della Salute in Europa (1994)
- Dichiarazione di Copenaghen (1994)
- Carta Europea sull'Alcol (1995)
- Carta di Lubiana sulle Riforme della Sanità (1996)
- Le Linee guida di Heidelberg per la promozione dell'attività fisica per le persone
anziane (1996)
- La Scuola che promuove la salute - un investimento in educazione, salute e democrazia (1997)
- La Dichiarazione di Jakarta sulla promozione della salute nel 21° Secolo (1997)
- Dichiarazione di Atene sulle Città Sane (1998)
- Health21: La salute per tutti nel 21° secolo (1998)
- Accesso all'informazione, partecipazione pubblica e accesso alla giustizia (1999)
- La Dichiarazione di Verona sugli investimenti in salute (2000)
- Health Promotion: Bridging the Equity Gap (2000)
- Charter for health promotion in a Globalized World, Bangkok (2005)





